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L’Antica Via del Cifalco

L’itinerario

La Via, tratta per tratta

Le note di percorso complete, nel senso classico da Ponte Organasco a Portofino: ogni tratta con i suoi tempi, il segnavia da seguire, i punti in cui serve attenzione e le deviazioni che meritano.

Tratta 1 · Ponte Organasco, Cerignale, Oneto

Tempo
1 h 40 min
Distanza (stima)
5,5 km
Salita (stima)
480 m
Discesa (stima)
130 m

Segnavia: «Anello dei Borghi» (di prossima realizzazione) fino a Cerignale, poi sentiero CAI 177

L'avvio della Via: da Ponte Organasco (457 m) si sale a Cerignale (725 m) in un'ora e da lì, con il sentiero CAI 177, si raggiunge Oneto (811 m) in quaranta minuti, venti dei quali su asfaltata.

Il percorso

  1. Partenza dalla Locanda Rosa. Dalla Locanda Rosa procedi pochi metri sull'asfaltata verso Genova. Sulla sinistra inizia un'ampia carrareccia: dopo pochi metri arrivi a una fontana dove si apre un trivio. Prendi la via più a sinistra, che risale dapprima a Carisasca e a Castello.
  2. Salita a Cerignale. Un'ora di salita fino a Cerignale. In paese, prendi il sentiero CAI 177 sulla destra, appena prima di arrivare all'Albergo del Pino.
  3. Da Cerignale a Oneto. Quaranta minuti fino a Oneto, venti dei quali su asfaltata. In alternativa, per saltare Cerignale e risparmiare tempo (perdendo però l'appoggio dell'Albergo del Pino): segnavia «tre pallini gialli» per Abrà, La Serra, Oneto, che incrocia due volte l'asfaltata e arriva a Oneto in circa 45 minuti da Ponte Organasco.

Tratta 2 · Oneto, Pendici del Monte delle Tane

Tempo
55 min
Distanza (stima)
3 km
Salita (stima)
250 m
Discesa (stima)
60 m

Segnavia: Sentieri CAI 177 e 179

Breve tratta di crinale sul sentiero CAI 177, che al bivio con il CAI 179 si «dissolve» in quest'ultimo. Lungo la salita, il Rifugio Casermetta con la sua fonte e la possibile deviazione alla vetta erbosa del Monte delle Tane.

Il percorso

  1. Da Oneto verso il bivio con il CAI 179. Dopo 50 minuti si giunge al bivio con il sentiero CAI 179. Prima del bivio, superate due postazioni per l'avvistamento di uccelli sulla sinistra, ignora un quadrivio dove sulla destra è segnato un sentiero non CAI (rettangolo bianco con banda rossa centrale): prosegui dritto.
  2. Il Rifugio Casermetta. Appena sotto il bivio, sulla sinistra venendo da Oneto, c'è il Rifugio Casermetta: non attrezzato, ma con una fonte. Riempi le borracce.
  3. Le pendici del Monte delle Tane. Dal bivio, continuando dritto, il CAI 177 si dissolve nel CAI 179: in 5 minuti sei alle pendici del Monte delle Tane.

Deviazioni

  • La vetta del Monte delle Tane. Bella vetta erbosa e panoramica su tutto il Cifalco! Attacco alla sommità non segnato ma vistoso, circa 5 minuti dopo il bivio con il sentiero 179, sulla sinistra. Tempo: 10 minuti tra salita e discesa.

Tratta 3 · Dalle pendici del Monte delle Tane alle pendici del Monte Dego

Tempo
3 h
Distanza (stima)
9 km
Salita (stima)
520 m
Discesa (stima)
140 m

Segnavia: Sentieri CAI 179, 129 e 127

La lunga cavalcata di crinale: il Bivio Veri (1080 m), la vetta non segnata del Monte Veri (1223 m) e l'avvicinamento al Monte Dego (1427 m), con le deviazioni per Ottone, Cariseto e Toveraia.

Il percorso

  1. Fino al Bivio Veri. Il sentiero CAI 179 prosegue fino al Bivio Veri (1080 m, 1 h 15 dalle pendici delle Tane). La continuazione del 179 si ritrova imboccando per pochi metri l'asfaltata a destra, verso Ottone, e poi riprendendo il sentiero sulla sinistra.
  2. Il Monte Veri e il bivio con il CAI 129. Si arriva in vetta al Monte Veri (1223 m, non segnata né visibile) e si incontra il bivio con il sentiero CAI 129, 35 minuti dal Bivio Veri. Al bivio, prendi a sinistra.
  3. Verso la carrozzabile del Dego. Dal bivio con il CAI 129, in 20 minuti raggiungi il bivio con la carrozzabile per il Monte Dego: tieni la sinistra. Dopo altri 20 minuti la carrozzabile si biforca vistosamente: nessuna delle due vie è quella buona! Pochi metri prima della biforcazione, segui la segnaletica CAI che si inerpica sulla destra (cartello per il Monte Dego).
  4. Il tratto segnato sopra la carrozzabile. Inerpicandoti, tieni ancora la destra, in particolare dopo 5 minuti di salita, a un bivio poco visibile ma segnalato. Dopo qualche centinaio di metri il sentiero ritorna sulla carrozzabile abbandonata prima: guardala sulla sinistra e imboccala verso destra, evitando la strada che scende nel bosco.
  5. Le pendici del Monte Dego. Dal bivio per Toveraia/Ottone, in 10 minuti sei alle pendici del Dego.

Deviazioni

  • Ottone Soprano, Ottone e Cariseto. Dopo circa 25 minuti di cammino dalle pendici del Monte delle Tane si incrocia il sentiero CAI 133, che porta a Ottone Soprano (1 h) e Ottone (1 h 30) sulla destra, mentre conduce a Cariseto (30 minuti) sulla sinistra.
  • Toveraia e Ottone. Dopo circa 40 minuti dal primo bivio con la carrozzabile per il Monte Dego si vede, oltre il cancello di un pascolo, il sentiero 127 scendere a Toveraia in 1 h 30 e a Ottone in 2 h. Dallo stesso punto, sul lato opposto della strada, un sentiero non segnato e molto impervio porta sulla vetta del Monte Dego in pochi minuti.
  • La vetta del Monte Dego (1427 m). Sulla sinistra al bivio: 10 minuti tra salita e discesa.

Tratta 4 · Dalle pendici del Monte Dego al Passo di Vallersone

Tempo
1 h 30 min
Distanza (stima)
4,5 km
Salita (stima)
150 m
Discesa (stima)
220 m

Segnavia: Sentiero CAI 127, poi «pallino giallo pieno»

Dalle pendici del Dego al Rifugio Prati di Foppiano e al Passo di Vallersone, dove si aggancia il segnavia «pallino giallo pieno» che accompagnerà fino a Barbagelata. Intorno, le deviazioni più belle: Oramara, Montarlone e la discesa a Casanova.

Il percorso

  1. Il Rifugio Prati di Foppiano. Dalle pendici del Dego, in un'ora raggiungi il Rifugio Prati di Foppiano: niente posti letto, ma ci si può riparare e cucinare sul posto. Poco prima del rifugio il CAI 127 incontra il segnavia «pallino giallo pieno»: da quando lo incontri, non lo lasci più.
  2. Il bivio dopo il rifugio. Cinque minuti dopo il rifugio, a un bivio, tieni la sinistra. (A destra, su sentiero non segnato, si va in 20 minuti alla Fontana del Figliolo.)
  3. Il Passo di Vallersone. In 30 minuti dal rifugio sei al Passo Vallersone, indicato erroneamente come «Passo Montarlone» da una lapide con vernice gialla sulla destra.

Deviazioni

  • La vetta del Monte Oramara (1522 m). La vetta più alta di tutto il percorso. Poco prima del Rifugio Prati di Foppiano, il sentiero CAI 127 e il «pallino giallo pieno» corrono insieme, finché il pallino giallo lascia sulla sinistra il CAI 127, che conduce in vetta all'Oramara.
  • La Fontana del Figliolo. Prendendo a destra al bivio dopo il Rifugio Prati di Foppiano, si giunge in 20 minuti, su sentiero non segnato, alla fontana del Figliolo.
  • La vetta del Montarlone (1501 m). Conviene seguire per il Passo Vallersone: pochi minuti prima del passo sale un sentiero segnato «quadrato giallo pieno» che in circa un'ora porta comodamente in vetta, con l'iconica croce e una vista meravigliosa su Val Trebbia e Val d'Aveto. La via diretta dal bivio dopo il rifugio non è segnata né visibile: sconsigliata senza GPS o conoscenza del tracciato.
  • Casanova di Rovegno. Dal Passo Vallersone, un sentiero spettacolare («quadrato giallo pieno») scende a Casanova in 1 h 30, attraversando numerose fonti sorgive e la Fontana del Vino, alternando faggete a zone semi-aride dove l'elicriso cresce sulla roccia (i locali chiamano queste elevazioni «Monte Nero»). Contare 2 h per la risalita; al ritorno, subito dopo il primo cancello del pascolo, tenere la destra sulla strada in falsopiano.
  • Fontanigorda (da Casanova). Dalla chiesa di Casanova, guardando la facciata, a sinistra parte una discesa (segnavia rettangolare rosso-bianco con taglio diagonale, poi croce gialla «+»). Al torrente Pescia: a destra si va al mulino di fronte allo spettacolare Ponte di Canfernasca, gioiello di architettura romana simbolo del Comune di Rovegno; a sinistra, in circa 15 minuti, al Bosco delle Fate e in altri 5 a Fontanigorda. Totale da Casanova: 25 minuti a scendere, 30 a salire.

Tratta 5 · Dal Passo di Vallersone a Barbagelata

Tempo
4 h
Distanza (stima)
12 km
Salita (stima)
350 m
Discesa (stima)
545 m

Segnavia: «Pallino giallo pieno»

La grande traversata dei passi: Ertola, Esola, Gifarco, il Passo del Fante e il Valico del Fregarolo, il Lago della Nave e il Passo della Rocca, poi le due cappellette e, presso il Monte Pietrabianca, la prima vista del mare, fino a Barbagelata (1115 m).

Il percorso

  1. La sequenza dei passi. Dal Passo Vallersone, a destra, il «pallino giallo pieno» tocca in successione il Passo Ertola (1287 m, 15 minuti), il Passo Esola (1307 m, altri 15), il bivio per la vetta del Monte Roccabruna (30 minuti dall'Esola) e il Passo Gifarco, 5 minuti dopo. Attenzione: il Passo Gifarco è davvero poco visibile venendo dall'Esola, il cartello è rivolto a chi arriva in senso opposto.
  2. Dal Passo del Fante al Fregarolo. Il sentiero prosegue al Passo del Fante (5 minuti dal Gifarco) e al Valico del Fregarolo (50 minuti dal Fante). A cinque minuti dal passo, sulla destra, c'è la Trattoria del Valico di Fregarolo.
  3. Il Lago della Nave e il Passo della Rocca. Dal Fregarolo, in 1 h 10 si arriva al Passo della Rocca (1250 m) superando il Lago della Nave, la conca che ghiaccia d'inverno e a maggio brulica di girini. Al passo, il segnavia punta a destra verso Aia di Gallo, Canale e Due Ponti, ma le abbandona dopo 5 minuti per continuare a sinistra.
  4. Le cappellette e la prima vista del mare. Si superano la Cappelletta di Cardenosa (in buono stato, 30 minuti dal Passo della Rocca) e quella di Costa Finale (in totale rovina, 50 minuti dopo). Tra le due, presso il Monte Pietrabianca, sulla sinistra si vede per la prima volta il mare.
  5. Arrivo a Barbagelata. Dalla Cappelletta di Costa Finale, Barbagelata (1115 m) è a 30 minuti. Massima attenzione circa 5 minuti dopo i ruderi: il segnavia prosegue sulla destra, su un sentiero più stretto di quello principale.

Deviazioni

  • Rezzoaglio. Dal Passo Ertola, scendendo a sinistra, si arriva prima a Ertola e poi a Rezzoaglio (segnavia «rombo giallo pieno», 50 minuti a scendere, 1 h 10 a salire).
  • La vetta del Monte Roccabruna (1415 m). Dal bivio per la vetta: 15 minuti a salire, 10 a scendere, segnavia «pallino giallo vuoto», a tratti sbiadito ma visibile. In teoria si potrebbe tagliare verso la vetta del Gifarco senza tornare al bivio, ma il punto di attacco non è chiaro e il risparmio di tempo è minimo.
  • La vetta del Monte Gifarco (1380 m). Dal Passo Gifarco: salita (e discesa!) estremamente ripide e spesso scivolose, anche nelle belle giornate. Pur senza catene, l'ultimo tratto può richiedere di appoggiare le mani. 10 minuti a salire e altri 10 a scendere. Segnavia «tre pallini gialli pieni».
  • La Trattoria del Valico di Fregarolo. A cinque minuti dal Passo del Fregarolo, sulla destra, si incrocia la trattoria.

Tratta 6 · Da Barbagelata a Neirone

Tempo
4 h
Distanza (stima)
12,5 km
Salita (stima)
520 m
Discesa (stima)
1300 m

Segnavia: «Tre pallini rossi pieni»/«A13» fino all'Acquapendente, «triangolo rosso pieno» fino alla vetta del Caucaso, «rombo rosso vuoto» fino a Neirone

La tratta del Caucaso: dall'incrocio con l'Alta Via dei Monti Liguri al Passo della Scoglina, la salita per l'Acquapendente alla vetta del Monte Caucaso (1245 m) col suo rifugio, poi la lunga discesa per Faggio Rotondo e Pian del Pero fino a Neirone.

Il percorso

  1. Barbagelata e l'Alta Via. Da Barbagelata si continua sull'asfaltata fino all'uscita del paese, dove un bivio evidente segna l'incrocio con l'Alta Via dei Monti Liguri. Imboccala a sinistra (verso est), in leggera discesa: in 15 minuti sei al Passo della Scoglina (920 m), riconoscibile per il trivio di asfaltate.
  2. L'Acquapendente. Dal passo, prendi il sentiero in salita («tre pallini rossi pieni» e «A13») che, dopo vari guadi dei primi tratti dell'Aveto, porta all'Acquapendente (1075 m) in 1 h 15. Il rio è noto per un curioso fenomeno di cattura fluviale.
  3. La vetta del Monte Caucaso. Dall'Acquapendente, una ripida e faticosa salita di circa 30 minuti porta alla vetta del Caucaso (1245 m, «triangolo rosso pieno») e al suo rifugio-ristorante, con vista a 360 gradi sull'Appennino ligure e sul Tigullio.
  4. La cresta e il bivio nascosto. Dalla vetta segui la cresta verso ovest (mare a sinistra), risalendo il «Caucasino» e scendendo in circa un'ora a Faggio Rotondo («rombo rosso vuoto»). Occhio: a circa 40 minuti dall'inizio della discesa, quando il sentiero è affiancato da muretti a secco, il segnavia devia improvvisamente a destra verso una casa abbandonata, da aggirare in senso orario.
  5. Da Faggio Rotondo a Neirone. Da Faggio Rotondo si passa per Pian del Pero (30 minuti), dove il «rombo rosso vuoto» ritrova l'asfaltata e la segue fino alla Cascina Arsena, non indicata, ma è l'unica sul percorso, appena sotto la strada. Da lì il sentiero scende dritto al centro di Neirone (30 minuti da Pian del Pero).
  6. Variante veloce (per chi deve recuperare tempo). Da Barbagelata, imboccando l'Alta Via a destra (verso ovest) si taglia direttamente sulla vetta del Caucaso risparmiando circa 45 minuti, o si scende a Neirone con almeno un'ora in meno. Si perdono però la salita sul crinale tra Aveto e Malvaro e l'Acquapendente: scorciatoia consigliata solo a chi ha tempi stretti.

Deviazioni

  • Il B&B Ca' da Nonna. Unico punto di ristoro e alloggio notturno a Neirone, oltre al Faggio Rotondo. Dalla Cascina Arsena, seguire l'asfaltata anziché il sentiero «rombo rosso vuoto» per circa 15 minuti (circa 30 da Pian del Pero). Davanti al B&B, una strada non segnata supera due cancelli (da aprire e richiudere) e riprende l'asfaltata in discesa a sinistra, che porta a Neirone paese in 25 minuti.

Tratta 7 · Da Neirone al Passo dei Casetti

Tempo
2 h 30 min
Distanza (stima)
7,5 km
Salita (stima)
500 m
Discesa (stima)
280 m

Segnavia: Asfaltata fino a Gattorna (nessun segnavia), poi «barra rossa e cerchio rosso», infine segnavia bianco-rosso dell'Itinerario Storico Colombiano

La tratta di collegamento attraverso la Fontanabuona: la discesa a Gattorna, il ponticello di legno sul Lavagna e la risalita per Cassanesi al Passo dei Casetti (550 m), col suo caratteristico ponte sopra il sentiero.

Il percorso

  1. Da Neirone a Gattorna. Dallo snodo principale di Neirone (parcheggio di fianco alla chiesa) si scende per la strada asfaltata fino a Gattorna in circa 50 minuti. Il sentiero dell'Itinerario dei Feudi Fliscani, ben più affascinante, al momento non è purtroppo agibile.
  2. Il ponticello di legno. Dalla chiesa di Gattorna scendi alla strada principale lungo il torrente Lavagna e risalila per qualche centinaio di metri: tra la Pasticceria Torre e il bar La Ciuccheria, una stradina a sinistra scende al ponticello di legno sul torrente. Qui inizia il segnavia «barra rossa e cerchio rosso». Se il ponticello fosse chiuso per manutenzione, fai il giro dal ponte asfaltato del Bar Beneitin e riacciuffa il segnavia che sale sulla sinistra.
  3. Per Cassanesi al Passo dei Casetti. Dopo il ponte tieni la sinistra (evita la salita immediata per Pian dei Preti), attraversa l'antico ponticello in pietra sul Rio Rosso e segui il sentiero che, tagliando più volte l'asfalto, attraversa Cassanesi e porta al Passo dei Casetti (550 m, 1 h 40 da Gattorna). Negli ultimi 10 minuti si cammina sotto l'egida del segnavia bianco-rosso dell'Itinerario Storico Colombiano, da prendere a destra.
  4. Avvertenza presso Cassanesi. Il Comune di Tribogna (ordinanza n. 19 del 16 dicembre 2025) vieta il passaggio nel tratto accanto alla casa in rovina presso Cassanesi. Se l'ordinanza fosse ancora in vigore: torna giù qualche centinaio di metri fino all'ultimo taglio con l'asfaltata, prendila (a sinistra per chi sale) e riprendi il segnavia dopo la trattoria Madia, sulla destra.

Deviazioni

  • Colle Caprile. Dal Passo dei Casetti, il segnavia della Via del Mare (a ritroso) porta a Colle Caprile in 40 minuti, dove si trovano ristoro e alloggio (Albergo Caprile).
  • Uscio. Dal Passo dei Casetti, passando sotto il ponticello e seguendo il sentiero dell'Itinerario Storico Colombiano, si giunge a Uscio in circa 30 minuti: caratteristico paesino dell'entroterra ligure, con possibilità di alloggio e ristoro.

Tratta 8 · Dal Passo dei Casetti a Portofino mare

Tempo
5 h 15 min
Distanza (stima)
15 km
Salita (stima)
450 m
Discesa (stima)
1000 m

Segnavia: «Due cerchi rossi vuoti» fino a Ruta, poi «quadrato rosso pieno» fino a Portofino mare

Il gran finale sulla Via del Sale/Via del Mare: il Passo Spinarola, il Passo del Gallo, le Piane di Caravaggio e la Chiesa «Millenaria» di Ruta, poi l'ingresso nel Parco di Portofino e la discesa per Pietre Strette e San Sebastiano fino al mare.

Il percorso

  1. Dal Passo dei Casetti al Passo Spinarola. Il segnavia «due cerchi rossi vuoti» arriva al Passo Spinarola in 40 minuti, scendendo prima verso Uscio: serve una deviazione a sinistra non evidente 5 minuti dopo il passo, poi 20 minuti di asfalto fino alla Colonia Arnaldi. Per saltare la Colonia: proprio al cartello «Benvenuti», un taglio non segnato sale a sinistra con cartello per il Passo Spinarola.
  2. Fino alla «Millenaria» di Ruta. Lo stesso segnavia prosegue al Passo del Gallo (55 minuti dallo Spinarola), alle Piane di Caravaggio (30 minuti) e alla Chiesa «Millenaria» di Ruta (55 minuti). Dalle Piane, in deviazione: il Santuario di Caravaggio (20 minuti, vista su Rapallo) e la discesa a Recco (1 h, con stazione ferroviaria, l'«uscita di emergenza» di chi deve accorciare).
  3. Ruta e l'ingresso nel Parco. Dalla «Millenaria», 10 minuti di asfaltata a destra fino al centro di Ruta, dove si incrocia l'Aurelia. Davanti alle panchine con vista sul mare gira a sinistra; superato il bar Egidio, appena prima della galleria, il cartello «quadrato rosso pieno» segna la scalinata verso la Chiesa di San Michele. Lasciata la chiesa a sinistra, a destra parte il sentiero per Portofino mare: sei nel Parco del Monte di Portofino.
  4. La discesa al mare. In 2 h 15 dall'ultimo cartello a Ruta si arriva a Portofino mare per la Sella della Gaixella, Pietre Strette e San Sebastiano. A Portofino non c'è stazione: si raggiungono via mare Santa Margherita, Rapallo e Camogli, oppure Santa Margherita a piedi in 1 h 15 («tre pallini rossi pieni» fino a Paraggi, poi lungomare).

Deviazioni

  • Passo della Serra e Manico del Lume. Dalle pendici di Monte Bello, il segnavia FIE «triangolo rosso vuoto» porta in 1 h al Passo della Serra e in 1 h 30 al Manico del Lume. Per la parte sommitale del Manico del Lume ci sono catene: sentiero per escursionisti esperti e attrezzati (EEA). Lo stesso sentiero porta anche al Santuario di Montallegro in 3 h 30, ma più che una deviazione è una gita a sé.
  • Il Santuario di Caravaggio. Dalle Piane di Caravaggio, il segnavia «tre pallini rossi pieni», sulla sinistra, porta al santuario in circa 20 minuti: vista spettacolare sul Tigullio e in particolare su Rapallo.
  • Recco, l'«uscita di emergenza». Dopo circa 45 minuti dalle Piane di Caravaggio, sulla destra parte un sentiero che scende a Recco in 1 h (segnavia «tre pallini rossi pieni»). Oltre alla celebre focaccia, Recco ha la stazione ferroviaria: chi deve accorciare l'ultima tappa può usarla come uscita di emergenza.
  • San Rocco, Camogli e Punta Chiappa. Superata Portofino Vetta, sulla destra il segnavia «cerchio rosso vuoto» scende a San Rocco in circa 45 minuti. Da lì si può scendere a Punta Chiappa per un bagno memorabile (40 minuti, «due quadrati rossi pieni») oppure a Camogli (25 minuti, «due cerchi rossi pieni»), dove c'è la stazione.
  • Santa Margherita Ligure. Poco dopo Pietre Strette, sulla sinistra, parte il segnavia «due rombi rossi pieni» che in circa 50 minuti porta al centro di Santa Margherita Ligure.
  • Nozarego. Dopo 1 h 30 di cammino da Ruta, in località Crocetta, si stacca a sinistra un sentiero che in 45 minuti conduce a Nozarego (segnavia «T» rossa). Da Nozarego varie vie scendono a Santa Margherita, compresa un'asfaltata.

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