L’itinerario
Informazioni pratiche e avvertenze
Le cose concrete: come si arriva alla partenza e come si torna dall’arrivo, cosa mettere nello zaino e le avvertenze aggiornate sul percorso. I recapiti sono segnaposto, in attesa dei dati definitivi.
Arrivare e tornare
- Alla partenza, Ponte Organasco (alta Val Trebbia): si raggiunge in auto lungo la statale della Val Trebbia o con le autolinee di valle (orari e collegamenti: segnaposto, in aggiornamento). Punto d’appoggio: la Locanda Rosa.
- Dall’arrivo, Portofino mare: non c’è stazione ferroviaria. Si raggiungono via mare le stazioni di Santa Margherita Ligure, Rapallo e Camogli; Santa Margherita anche a piedi in 1 h 15.
- Uscite intermedie: la discesa a Recco (1 h dalle Piane di Caravaggio) ha la stazione ed è la classica «uscita di emergenza»; anche Camogli, da San Rocco.
Cosa mettere nello zaino
L’essenziale per camminare in sicurezza. Il walk planner adatta questi consigli al tratto e al passo che scegli, e li riporta nel piano in PDF.
Sempre
- Scarpe da trekking già rodate
- Borraccia (almeno 1 litro; 1,5 sui tratti lunghi)
- Guscio antipioggia
- Cappello e crema solare
- Telefono carico, con la mappa scaricata
- Qualcosa da mangiare lungo il cammino
Secondo il tratto
- Uno strato caldo in più sui crinali sopra i mille metri, ventosi anche d’estate
- Bastoncini da trekking per le lunghe discese
- Per più giorni: sacco lenzuolo e un ricambio per le notti nei punti d’appoggio
Avvertenze aggiornate
- Cassanesi (Comune di Tribogna): l’ordinanza n. 19 del 16 dicembre 2025 vieta il passaggio nel tratto accanto alla casa in rovina. Se ancora in vigore, segui l’aggiramento descritto nella tratta 7.
- Ponticello di legno di Gattorna: agibile ma non in perfetta manutenzione. Controlla che non vi siano ordinanze di chiusura; in tal caso passa dal ponte asfaltato del Bar Beneitin.
- Itinerario dei Feudi Fliscani (Neirone, Gattorna): al momento non agibile; si scende per la strada asfaltata.
- Deviazioni per esperti: la vetta del Gifarco è estremamente ripida e spesso scivolosa; il Manico del Lume richiede passaggi attrezzati con catene (EEA).
- Varianti non segnate (Monte Tugio, attacco diretto al Montarlone, vetta del Dego dal pascolo): solo con GPS o conoscenza dei luoghi.