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L’Antica Via del Cifalco

Il progetto

Che cos’è l’Antica Via del Cifalco?

Un cammino di più giorni che unisce l’Appennino dell’alta Val Trebbia al mare di Portofino: otto tratte su sentieri esistenti, cucite insieme in un itinerario unico che passa per crinali, faggete, passi e borghi, fino a scendere nel Parco del Monte di Portofino. (Testo segnaposto, da rivedere con la voce del progetto.)

Una vecchia ruota di carro in legno appoggiata al muro di pietra di un borgo

L’idea

Queste montagne sono attraversate da una rete fittissima di sentieri (CAI, FIE, l’Alta Via dei Monti Liguri, le antiche vie del sale) che la geografia dei cammini moderni ha lasciato in ombra. L’idea della Via è semplice: scegliere il filo più bello di questa rete e percorrerlo dalla cima al mare, dandogli un nome, una cura e un racconto. (Testo segnaposto.)

Le motivazioni

La Via attraversa terre che si stanno spopolando, dove ogni locanda, ogni rifugio e ogni fontana mantenuta è un presidio. Un cammino camminato porta persone, e le persone portano attenzione: ai borghi dell’alta valle, ai pascoli del crinale, alla memoria di chi su queste mulattiere ha lavorato, commerciato e vissuto. (Testo segnaposto.)

Le persone

La Compagnia del Cifalco

Dietro la Via c’è un gruppo di camminatori, abitanti e teste dure innamorate di questi monti: sono loro che fanno i sopralluoghi, ridipingono i segnavia, tengono i rapporti con i comuni e raccolgono le storie. (Nomi, ruoli e foto sono segnaposto: si sostituiscono uno per uno, vedi il README.)

La spada infissa nella roccia su una vetta della Via, tra i crinali
  • Luchino Ferraris

    Avido camminatore e sussurratore di api

  • Marisa Tonni

    Custode delle fontane e memoria vivente del paese

  • Pietro «Gambadilegno» Calvi

    Segnatore di sentieri, non ha mai perso un bivio (parola sua)

  • Adele Sbarbaro

    Raccoglitrice di storie e di funghi, in quest’ordine

Il logo dell'Antica Via del Cifalco: lo stemma con i muli, la montagna e il cifalco in volo

Il simbolo

Il logo

Il segno racconta la Via in due tratti: il crinale dell’Appennino sopra, il filo dell’acqua sotto, le fonti, i torrenti e il mare a cui tutto scende. (Testo segnaposto: qui andranno il nome dell’artista che ha disegnato il logo, qualche riga sulla sua storia e il significato completo del simbolo, dai due profili di monte alla linea d’acqua tratteggiata.)

Come contribuire

  • Con le gambe: cammina la Via e mandaci le tue note, tempi verificati, fonti attive, segnavia da ridipingere.
  • Con la memoria: cerchiamo fotografie, documenti e ricordi legati a questi sentieri e ai loro mestieri. Tutto viene catalogato e, se vuoi, pubblicato con il tuo nome.
  • Con le mani: le giornate di segnatura e manutenzione sono aperte a tutti, a cominciare dall’«Anello dei Borghi» di prossima realizzazione.

Ringraziamenti

La Via esiste perché molti l’hanno resa possibile: le sezioni CAI e FIE che curano i sentieri, i comuni attraversati, i gestori di locande, rifugi e trattorie che danno appoggio a chi cammina, e chi ha condiviso conoscenza dei luoghi e memoria. (Testo segnaposto: qui andrà l’elenco vero e proprio, nome per nome.)

Scriviamoci

Una mano, una storia, una segnalazione

Il progetto vive di chi cammina, segnala e racconta. Per tutto il resto c’è la pagina dei contatti: rispondiamo volentieri, anche solo per consigliarti la tratta giusta.

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